Il mutuo a tasso variabile: una panoramica completa

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Mutuo tasso variabile

Con mutuo a tasso variabile s’intende, nel mondo del mercato immobiliare, un innovativo finanziamento rivolto ai piccoli e grandi consumatori che desiderano acquistare un’abitazione tramite l’appoggio di una banca o di un ente esterno, aprendo di conseguenza un mutuo che dev’essere estinto entro un certo periodo di tempo.

Il suddetto mutuo può essere, per legge, a tasso fisso o a tasso variabile: in quest’articolo parleremo dell’ultimo tipo, uno dei più apprezzati – e pericolosi – degli ultimi tempi. Il “tasso variabile” nella denominazione ufficiale indica, come ben suggerisce il nome del mutuo, che il tasso a cui è sottoposto il mutuo è dinamico e può facilmente cambiare da un momento all’altro, previa notifica verso il consumatore da parte dell’ente agevolante.

Per acquistare una casa ci vuole moltissimo contante e su questo nessuno può controbattere: ergo, è piuttosto solito per il cittadino comune dover ricorrere ad un prestito, poiché non si ha a disposizione l’intera cifra da pagare in una sola volta. Al momento dell’acquisto si aprirà dunque un mutuo, pattuito con un’eventuale banca, al fine di rassicurare il venditore e procedere serenamente all’acquisto dell’immobile.

Mutuo a tasso variabile o mutuo a tasso fisso?

I mutui a tasso variabile sono particolarmente amati da coloro che sono in grado di ricorrere a delle strategie di marketing personale e finanziario al fine di tratte vantaggi concreti dalle numerose dinamiche del mercato immobiliare. Il mutuo a tasso fisso garantisce, a dispetto di ciò, una maggiore stabilità e una certa serenità per il consumatore.

Di conseguenza, il mutuo a tasso fisso è l’ideale per coloro desiderano programmare e pianificare in modo lineare i propri pagamenti; d’altro canto, coloro che sono più manuali ed abili con i giochi economici del mercato, preferiranno in assoluto i mutui che adoperano il tasso variabile.

I parametri del mutuo a tasso variabile

Parliamo di parametri e indici dinamici. Nella cosiddetta Eurozona, ossia l’insieme dei paesi del continente europeo – e di conseguenza dell’Unione Europea – che adottano l’euro come valuta unica nel proprio ordinamento economico statale, i parametri dei mutui a tasso variabile vengono stabiliti giorno per giorno e vengono stabiliti dei tassi medi che sono considerati durante le transizioni finanziari verso le banche che operano nella appena menzionata zona economica europea.

Ciò significa che gli istituti di credito europei svolgono dei prestiti l’uno con l’altro, ognuno dei quali ha scadenze particolari in base a certi fattori economici.

Uno dei principali fattori che determina gli indici variabili è lo spread: con questo termine s’intende, sotto l’aspetto economico, la differenza del valore fra i titoli di stato tedeschi e quelli di un dato sistema considerato, come nel nostro caso l’Italia e gli istituti di credito europei.

Lo spread indica una percentuale fissa per la quale la banca che opera il mutuo a tasso variabile ne trae un determinato guadagno; è dunque un fattore estremamente importante che, fra i tanti, stabilisce il benestare di questo complicato settore del mercato immobiliare, sempre più ricco di convergenze economiche in ambito europeo, e cioè maggiormente propenso ad una forte collaborazione fra i paesi dell’Eurozona.

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