Mutuo cointestato: Tutto ciò che c’è da sapere

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Di cosa si tratta

Quando si parla di mutuo, è bene fare chiarezza sugli aspetti fondamentali della prestazione. Per definizione, un mutuo immobiliare è un contratto in cui il contraente riceve una somma di denaro, che si obbliga a restituire alla scadenza concordata.
Generalmente si parla di mutuo bancario, utilizzato dal mutuatario per l’acquisto di beni, quali immobili.
La restituzione del denaro avviene comunemente per rateizzazione mensile con un certo tasso di interesse scelto dal mutuante e ha generalmente una durata che può variare dai 5 ai 40 anni.

Nel caso di mutui cointestati, i mutuatari sono due (o più), ma le dinamiche riguardanti il mutuo sono le stesse.
Si tratta di un finanziamento intestato a due richiedenti, non necessariamente sposati: la richiesta di un mutuo cointestato può essere effettuata da chiunque, amici, padre e figlio, parenti, in presenza delle garanzie di affidabilità creditizia richieste dalla banca.

Mutuo cointestato

Perchè scegliere un mutuo cointestato

Per una famiglia con doppia entrata, la scelta di un mutuo cointestato si rivela la migliore, non solo perché permette di dimezzare del spese che graverebbero sulle finanze del singolo individuo, ma poiché permette di detrarre i cosiddetti interessi passivi al 19%, sino ad una soglia massima totale di 4.000 euro, ovvero 2.000 euro a testa per ciascun contraente.
Se si parla di coniugi e uno dei due cointestatari è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo avrà la possibilità di detrarre il 100% degli interessi passivi.

Nel caso di mutui cointestati in cui la proprietà della casa sia però a nome di un singolo, sarà possibile beneficiare degli interessi passivi solo per l’intestatario che redige sotto il proprio nome sia il contratto di proprietà dell’immobile, sia quello del mutuo immobiliare.

Per una coppia non sposata, la cointestazione di un mutuo si rivela vantaggiosa non solo per la detrazione degli interessi passivi, ma anche per le novità apportate dalla legge Cirinnà in merito.
Il decreto prevede infatti che per le coppie di fatto sia possibile regolare tutto ciò che riguarda la questione patrimoniale attraverso un contratto di convivenza che specifichi la scelta tra comunione e separazione dei beni.

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Cosa c’è da sapere sul mutuo cointestato

Nel caso di una coppia, ed in caso di separazione consensuale in cui uno dei due coniugi non intende più sostenere le spese delle rate, è possibile richiedere il recesso del contratto. In tal modo sarà colui che prima era cointestatario a divenire intestatario singolo del mutuo e a provvedere alle spese del mutuo per intero.

In caso di insolvenza, invece, entrambi i contraenti del contratto saranno sollecitati dall’azione legale della banca a pagare la loro quota, diventando contemporaneamente mutuatari e datori di ipoteca; in caso contrario, l’immobile viene pignorato ufficialmente e messo all’asta al miglior offerente.

 

Quali sono le pratiche da sbrigare

Le operazioni da svolgere per ottenere un mutuo cointestato seguono un iter bel preciso.
È innanzitutto necessario scegliere una banca a cui affidarsi e che soddisfi le proprie esigenze al meglio; dopodiché occorre stilare la richiesta di mutuo in tutte le sue parti, compilando un questionario apposito; si passa poi al parere preliminare di fattibilità, calcolata dalla banca in base al reddito netto, al valore dell’immobile e alla presenza di garanzie supplementari fornite da terzi.

Si procede dunque con la presentazione dei diversi documenti, quali svariati certificati e dichiarazioni di lavoro, in base al tipo di categoria di lavoratori cui si appartiene.

Si passa poi alla delibera del finanziamento ed infine al contratto di mutuo e alla costituzione di ipoteca.

L’atto di concessione del mutuo deve essere stipulato nella forma di atto pubblico davanti ad un notaio, sia per poter iscrivere l’ipoteca sull’immobile, sia per attribuire all’atto pubblico il requisito di “titolo esecutivo”. Il costo dell’atto si aggira generalmente intorno a poche migliaia di euro.

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