Riscaldamento a pellet: Come funziona, costi, consumi e tipologie

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riscaldamento a pellet

Nella vasta scelta di soluzioni di riscaldamento dell’ambiente, troviamo il riscaldamento a pellet. Perché conviene? Il pellet è una fonte di energia eco-sostenibile sempre più diffusa, soprattutto per la sua praticità e per la sua economicità, in quanto si tratta di piccoli cilindretti pressati, a partire da residui di segatura e lavorazione del legno, in genere prodotti da segherie e falegnamerie.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali vantaggi può portare all’interno delle nostre abitazioni.

tipologie di stufe a pellet

Come funziona una stufa a pellet

Il meccanismo interno della stufa a pellet ha un funzionamento piuttosto complesso.

Le più comuni stufe a pellet sono costituite da un serbatoio (solitamente con carica dall’alto) che contiene il materiale da bruciare e può avere una capienza da 15 fino 60 Kg, a seconda del modello della stufa.

All’interno troviamo una coclea che trascina il pellet dal serbatoio all’interno del braciere dove il combustibile verrà successivamente bruciato grazie alla presenza di una resistenza elettrica che, diventando incandescente nella fase dell’avvio, innesca la fiamma.

Il calore può essere diffuso nell’ambiente sia per convezione naturale, che grazie all’utilizzo di ventole che contribuiscono a distribuire l’aria calda negli ambienti vicini.

Alcuni modelli, inoltre, hanno la possibilità di incanalare l’aria calda in piccole condotte in modo tale da poter canalizzare il calore in altri vani; i modelli più recenti, includono un cronotermostato che permette di programmare gli orari di accensione e spegnimento, la velocità delle ventole e la temperatura desiderata, in maniera del tutto automatica.

Lo scarico dei fumi che derivano dalla combustione avviene con un tubo di diametro variabile dagli 8 ai 10 cm. Il tipo di acciaio utilizzato è, in genere, l’AISI 316 in quanto resistente alle temperature di esercizio, agli acidi e alle eventuali condense prodotte dalla combustione.

 

Come viene prodotto il pellet

Come già accennato, i pellet sono dei cilindretti di legno pressato derivante da residui di segatura e lavorazione del legno. La materia prima viene essiccata e pulita dalle impurità in maniera tale da ottenere un prodotto dalla qualità costante e con un’umidità residua di circa il 15%.

La preparazione del materiale prevede la selezione di specie di legno più tenere e una omogeneità qualitativa e dimensionale.

Per la produzione di una tonnellata di pellet occorrono dai 6 agli 8 mq di trucioli e di segatura, i quali, una volta raggruppati, vengono introdotti nella pressa che, con un sistema di cilindri, comprime il materiale e lo fa passare attraverso i fori di una trafila, riducendoli in lunghi cilindri caldi, poi tagliati alla lunghezza desiderata, in media tra i 6 e 8 millimetri.

 

Tipologie e manutenzione

Varie tipologie di stufe a pellet

Si distinguono: quelle rivestite in ceramica, la quale non scotta e mantiene a lungo il calore, e le stufe in acciaio che possono raggiungere temperature elevate ma si freddano molto più in fretta.

Esistono anche dei modelli di stufe con le quali si può riscaldare l’acqua che confluisce nei termosifoni. All’interno sono presenti degli scambiatori di calore in cui è presente l’acqua che una volta riscaldata circolerà nell’impianto dei termosifoni.

Infine troviamo dei modelli più costosi, e generalmente hanno un riscontro perlopiù agricolo; questo genere di stufe permette di utilizzare altri combustibili oltre al pellet, come gli scarti di lavorazione agricola. L’aspetto positivo più efficiente sta nella scelta del combustibile più conveniente.

La manutenzione della stufa

E’ importante prendersi cura della propria stufa, infatti essa necessita di una pulizia ordinaria del braciere e del cassetto cenere da effettuare con frequenza variabile a seconda dell’utilizzo più o meno intenso e del tipo di pellet impiegato.

La pulizia del braciere va fatta con un’aspiracenere, mentre quella del vetro richiede un prodotto speciale adatto ad esso. È spesso consigliato l’intervento di un tecnico specializzato per la maggior parte delle operazioni di pulizia, per non incorrere in disavventure.

 

Vantaggi e svantaggi

I vantaggi della stufa a pellet

Stanno tutti nella sua comodità d’uso.
Dotata, infatti, di accensione automatica, sarà sufficiente inserire il pellet nel serbatoio e premere un pulsante per mettere la stufa in funzione.

Da tenere in considerazione è, poi, la lunga durata del materiale: il pellet viene acquistato in pacchi singoli, ed una sola ricarica di serbatoio dura in media un paio di giorni se non la si lascia accesa tutto il giorno.

Importante è anche la capacità della stufa di accumulare il calore all’interno della struttura stessa dell’impianto e sprigionarlo gradualmente nell’ambiente, permettendo di risparmiare sul consumo energetico.

La stufa a pellet, infatti, non funziona senza corrente elettrica ed in caso di blackout rischia di spegnersi, non possedendo alimentatori esterni.

Necessitando di corrente elettrica, questa tipologia di riscaldamento è, dunque, soggetta a consumi non indifferenti, oltre che dipendente dall’impianto.

Svantaggi

Tra le note negative, troviamo il prezzo: una stufa a pellet, costa mediamente più di una stufa a legna ed il pellet è un materiale che occorre acquistare in ogni caso, diversamente dalla legna.

Le stufe seccano, poi, molto l’aria, perciò è necessario dotarle di un serbatoio per l’acqua in modo tale da inumidire l’ambiente.

Questo tipo di impianto non può essere installato in qualsiasi ambiente in quanto necessita di ampi spazi per evitare che il calore rovini l’arredamento.

Assolutamente da non sottovalutare è l’inquinamento da polveri sottili, rilevato da diversi studi, tra cui uno in Lombardia, il quale attesta la maggior causa dell’origine e della dispersione di questo tipo di particelle è data dalla combustione di biomasse legnose che contribuiscono per il 45% alle polveri sottili diffuse nell’aria.

Costi della stufa a pellet

I prezzi di una stufa a pellet sono mediamente alti.

Se si è alla ricerca di una stufa a pellet ad aria “economica” il prezzo medio si aggira sui 500 euro, mentre per le più costose, si superano i 2000 euro, per un potere calorifero che oscilla tra i 5 e i 15 kW e a cui si aggiunge il costo dell’installazione da parte di un tecnico specializzato che varia tra i 100 e i 150 euro.

Per una stufa a pellet idro la cui potenza arriva fino a 35kW, invece, ci troviamo tra i 1.550-4.000 euro; mentre, per una stufa canalizzata i prezzi oscillano tra i 1.200-5.000 euro.

I consumi delle stufe a pellet

I consumi del pellet sono, ovviamente, strettamente legati alle ore di utilizzo della stufa; trattandosi di un materiale alquanto economico, è facile trovarlo ad un costo medio di 5 euro per un sacchetto da 15 Kg, anche nei più comuni supermercati.

I costi annuali possono variare da una base di 300 euro fino ad arrivare ai 1.000 euro, in base al consumo che si intende farne.

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