Stufe a legna: Come funziona, tipologie, vantaggi, costi e consumo

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stufe a legna

Di rimpiazzo agli ormai fuori moda camini tradizionali, le stufe a legna sono ormai una realtà affermata nelle case di molte famiglie da diversi anni, scaldando i freddi e nevosi inverni di chi preferisce una soluzione di riscaldamento singola, rispetto ad un impianto a gas, o di chi ne fa uso in concomitanza, specie se si dispone di grandi ambienti.

Le soluzioni oggi proposte dalle aziende sono tra le più ecologiche ed efficienti allo stesso tempo e di adattano a riscaldare la casa con costanza, in vista di un notevole risparmio energetico.

Per questo motivo è bene sapere a cosa affidarsi e definire subito le proprie priorità.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e, se e quali vantaggi può apportare nell’abitazione e nella vita di tutti i giorni questo prodotto che si fa ormai breccia nel mercato da molto tempo.

tipologia di stufa a legna palazzetti

Come funziona una stufa a legna?

Differentemente da quanto si possa pensare, le stufe a legna contemporanee presentano dei meccanismi non così semplici, dovendo canalizzare accuratamente il calore prodotto ed evitare la sua dispersione in un solo determinato ambiente.

La maggior parte delle stufe a legna è, infatti, realizzata oggi con materiali altamente conduttori per permettere il rilascio graduale di calore.

Generalmente sono composte da: una camera di combustione, più o meno visibile, a seconda del modello, la quale risulta essere chiusa per garantire una maggiore sicurezza ed una grande efficienza; vi è poi un sistema di ventilazione che aiuta a regolare il flusso d’aria e controllare in tal modo la combustione, permettendo di variare la produzione di calore secondo le proprie necessità; ultimo componente è la canna fumaria, o camino, la cui funzione è quella di garantire il corretto tiraggio dei fumi di combustione. Su quest’ultimo elemento è bene fare molta attenzione sia alla lunghezza che al diametro durante l’acquisto, poiché darà il massimo delle sue prestazioni solo se camino e stufa sono opportunamente dimensionati fra loro.

Sono inoltre particolarmente importanti le dimensioni ed il posizionamento della stessa stufa, in funzione delle aree che si intendono riscaldare, o dell’intero immobile, per una corretta diffusione del calore in tutto l’ambiente.

 

Tipologie e caratteristiche

I materiali più utilizzati per le stufe a legna sono in genere la ghisa e il materiale refrattario, poiché ottimi conduttori termici, ma anche rivestimenti in maiolica e pietra ollare sono molto in voga; più moderni risultano l’acciaio e il cotto.

Esistono in commercio diverse tipologie di stufe a legna, ognuna con caratteristiche e prestazioni differenti, ed ognuna di esse adotta un principio di diffusione del calore diverso (irraggiamento o convezione).

La stufa a legna ad irraggiamento, ad esempio, sfrutta il principio di irraggiamento, creando un moto di convezione dell’aria solo quando i muri sono caldi, e irradiando dunque, il calore nell’ambiente solo attraverso le pareti; la stufa a legna a convezione naturale, trasferisce il calore attraverso l’aria, che riscaldandosi, tende a salire e creare moti convettivi, mettendola in circolazione e formando un circolo continuo di aspirazione di aria fredda.

Le stufe a legna ad aria calda canalizzata sfruttano, invece, delle canalizzazioni dell’aria in uscita dalla stufa per convogliarla in modo forzato in ambienti lontani e distribuire al meglio il calore in tutta l’abitazione.

Esistono poi le termostufe a legna, le quali, opportunamente collegate, scaldano sia l’aria che l’acqua, alimentando così i termosifoni e producendo acqua calda sanitaria, sostituendosi di fatto alle caldaie a gas o agli scaldabagni.

 

Vantaggi delle stufe a legna

Tra le proposte termoriscaldanti presenti sul mercato (quali stufe a pellet, a gas, termo-stufe, camini a bioetanolo, caminetti elettrici), la stufa a legna risulta accaparrarsi il posto delle scelte in assoluto più economiche ed ecosostenibili in quanto a combustibile e consumi.

Si tratta, infatti, di un sistema che utilizza combustibile ecologico, dal costo non eccessivamente alto, e soprattutto rinnovabile, specialmente se proveniente da foreste certificate; un’ottima alternativa dunque ai costosi e inquinanti combustibili fossili.

Come accennato inizialmente, questo tipo di riscaldamento può essere usato come sistema ausiliario, nel caso si disponga di un impianto differente già adeguatamente efficiente e di spazi molto grandi da scaldare; in alternativa, è anche possibile utilizzare la stufa a legna come unica fonte di riscaldamento, collegandola ai termosifoni.

È inoltre possibile usufruire di questo tipo di impianto nell’intero condominio, allacciandosi poi alla canna fumaria dell’appartamento che lo possiede.

Da tenere in considerazione è anche la facilità d’uso del prodotto, in quanto a gestione: è infatti sufficiente un carico al giorno per garantirsi un’autonomia di 24 ore, sfruttando anche il calore prodotto dalla brace.

Interessanti risultano anche gli aspetti riguardanti la sicurezza (poiché provvista di sistema di controllo che regola la fiamma) e la versatilità, in quanto prevista la possibilità di collegare la stufa alla caldaia ed ottenere così acqua calda.

Con le loro, poi, forme esteticamente piacevoli e sempre più moderne, dal design accattivante, le stufe a legna arredano, sì la casa – rendendola visivamente più signorile e contemporanea – ma, grazie alle prestazioni elevate in quanto a efficienza energetica, sono utili, non solo al riscaldamento della casa, ma risultano dei grandi alleati anche nel riscaldamento di preparazioni culinarie, sebbene non possano chiaramente sostituire dei funzionali fornelli.

Le uniche note negative da segnalare su questo tipo di prodotto hanno a che fare: con la necessità di un vasto spazio apposito per conservare grandi quantità di legna, il ché può risultare un problema per chi vive, ad esempio in un appartamento; ed un appunto riguardante il potere calorifico e il rendimento medio, che risultano inferiori in comparazione a soluzioni equiparabili, quali il pellet.

 

Costi e consumi

I costi di una stufa a legna variano drasticamente in base a dimensioni, tipologia e brand, con prezzi che possono oscillare tra gli appena 250 euro (4kW), e i 2.500 euro (9kW e oltre).

I consumi sono strettamente legati alla qualità e al modello del prodotto.

Generalmente il consumo orario si aggira tra gli 1.8 kg/h e i 2 kg/h di legna.

Il costo unitario per kW/h è invece di 0,043 euro, mentre il potere calorifico si aggira sui 4,00 euro per kW/h al kg.

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