Camino a bioetanolo: Come funziona, costi, tipologie e impatto ambientale

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Camini a bioetanolo

Chi non ha mai desiderato possedere un camino in casa? Le fiamme che illuminano l’ambiente, la legna che arde, l’odore che essa emana sono sicuramente affascinanti ma, installare un camino, è un compito arduo e costoso. Per chi non vuole rinunciare alla bellezza di questo metodo di riscaldamento esiste una valida alternativa. Parliamo del camino a bioetanolo (chiamato anche biocamino o biostufa). Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Camino a bioetanolo

Come funziona un camino a bioetanolo

Ciò che lo differenzia principalmente dal camino a legna è la facilità d’installazione sul muro ed il fattoche non necessiti di una canna fumaria, permettendo di lasciare le pareti del proprio appartamento intatte ed evitando vari lavori di muratura faticosi; questo tipo di camino ha, inoltre, un effetto fiamma molto veritiero.

Una sostanziale differenza consiste nell’uso del combustibile, in quanto si utilizza il bioetanolo al posto della legna evitando così la formazione di cenere, fumo e scintille.

Per quanto riguarda l’utilizzo della stufa, esso risulta abbastanza semplice. Il combustibile che si adopera – il bioetanolo – va inserito all’interno di un serbatoio che contiene una pietra porosa (ove presente) che serve ad assorbire il bioetanolo ed a creare una sorta di ostacolo tra la fiamma e il serbatoio, che contiene il liquido in maniera tale da non farli entrare in contatto.

Troviamo dei modelli portatili o che permettono di essere ruotati di 360 gradi, e dei modelli che sono dotati di un ventilatore che permette di accelerare la circolazione dell’aria calda. Per accendere la stufa bisogna togliere il vetro di protezione, aprire il vano per il contenimento del bioetanolo e versare al suo interno il combustibile; occorre, infine, accedere la stufa con un accendino lungo per evitare bruciature. Per spegnerla, sarà sufficiente chiudere il vano bioetanolo con un oggetto e senza togliere il vetro per evitare di scottarsi.

 

Tipologie di camini a bioetanolo

In commercio sono disponibili molti modelli di camini a bioetanolo, ma vi sono tre tipologie fondamentali.

Abbiamo i caminetti da terra da mettere a ridosso di una parete, simulando il più possibile i classici camini a legna.

Vi sono poi i caminetti ad isola, posizionabili in un qualsiasi punto del pavimento di un ambiente e dotati di ruote per essere spostati.

Troviamo, infine, i caminetti sospesi, messi a ridosso di pareti o collocati in posizione sospesa come se fossero dei quadri.

 

Cos’è il bioetanolo

Il bioetanolo è l’etanolo che viene prodotto mediante un processo di fermentazione delle biomasse, ovvero di quei prodotti agricoli ricchi di zucchero quali i cereali, gli amidacei e le vinacce. Un altro metodo di produzione consiste nell’utilizzo di materiale organico ricco di cellulosa come paglia e alghe.

In breve, è un combustibile organico dai molteplici impieghi, tra cui l’alimentazione dei camini a bioetanolo. Il vantaggio maggiore di questo combustibile è dato dal fatto che la sua combustione non produca fumi tossici, anche se vi è un minimo rilascio di anidride carbonica.

Per questo motivo è, infatti, consigliato far circolare l’aria durante l’utilizzo del camino a bioetanolo per evitare l’accumulo di anidride carbonica nell’appartamento, in quanto potrebbe costituire un grande rischio per la salute.

 

Accortezze e manutenzione

Per quanto riguarda la manutenzione il biocamino è molto pratico in quanto non ne richiede di particolari, l’unica accortezza da avere, è quella di evitare le incrostazioni del combustibile.

È, inoltre, importante sapere che il bioetanolo non richiede particolari accortezze perché non ha scadenza e si può conservare a lungo e in grandi quantità, ma data l’alta tendenza ad evaporare è opportuno tenerlo lontano da fiamme libere ed all’interno di contenitori ben sigillati.

Bisogna anche tenere in considerazione il quantitativo di combustibile da bruciare all’ora in base al modello e che l’appartamento o i locali in cui si trova il biocamino siano dotati di un’adeguata ventilazione.

 

Vantaggi e svantaggi

Questa tipologia di camino a bioetanolo presenta vantaggi e svantaggi. Per quanto riguarda i primi, abbiamo detto che è facile da installare su tutti i muri, non necessita di canna fumaria e di corrente elettrica e  rispetto ad una stufa a combustibile liquido tradizionale, questa stufa utilizza il bioetanolo; infine, rispetto ai caminetti tradizionali non richiede l’accensione della legna e lo smaltimento delle ceneri. Riguardo gli svantaggi invece abbiamo il rischio di ustioni gravi, emissioni di cattivi odori e, se non ventilato con aria esterna, i prodotti della combustione rimangono nella stanza.

Degli ulteriori vantaggi li possiamo trovare nell’assenza di spazio, infatti questi caminetti possono inserirsi facilmente anche negli appartamenti più piccoli, inserendoli nella parete stessa ad una certa altezza, creando un’atmosfera originale e raffinata.

 

Quanto calore produce un camino a bioetanolo

Questi tipi di camino a bioetanolo non producono molto calore in quanto il combustibile che si utilizza ha un potere calorifero più basso rispetto ad altri, ma può essere impiegato per riscaldare degli ambienti piccoli, sui 30-40 metri quadri. Però il biocamino, a differenza di un camino a legna, non disperde la gran parte del calore prodotto attraverso la canna fumaria, arrivando così a generare circa 3,5-4 kw/h.

 

Costi e impatto ambientale

In media il bioetanolo è venduto in flaconi da 1 litro al prezzo di 3 €/l, mentre il consumo varia dal modello di biocamino, dalla capienza del bruciatore e dalla potenza della fiamma dipendente a sua volta dal bruciatore.

In media, per riscaldare un ambiente di circa 30 metri quadri con un impiego medio di 3-4 ore al giorno alla massima potenza, sono necessari circa 5 litri di bioetanolo a settimana. Con un calcolo approssimativo, si giunge ad una spesa settimanale di circa 15 euro.

Invece il prezzo dei camini varia molto in base alle dimensioni ed alle varie funzionalità incorporate. Si parte dai camini semplici e di piccole dimensioni sui 50 euro sino ad arrivare a camini dotati di termostato regolabile con telecomando a distanza e sistema di sicurezza anti surriscaldamento, sui 430 euro.

Il bioetanolo è una fonte assolutamente naturale e rinnovabile di energia, totalmente sicuro per la salute dei residenti. Il principale vantaggio è il limitato impatto ambientale e le ridotte emissioni di anidride carbonica rispetto ai combustibili fossili, con una riduzione pari all’80% per il bioetanolo. Inoltre, durante la combustione che avviene al di sotto dei 400 gradi, non si sviluppano fumi, ceneri o fuliggine ma solo vapore acqueo ed una minima quantità di CO2.

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