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Emporio Rimini, il supermercato gratuito che sostiene oltre 700 persone in difficoltà

Emporio Rimini: il supermercato gratuito che aiuta oltre 700 persone in difficoltà economica
L'emporio solidale di Rimini aiuta oltre 700 persone in difficoltà economica con spesa gratuita. Scopri come funziona questo progetto innovativo della Caritas.

A Rimini esiste un posto dove puoi fare la spesa senza aprire il portafoglio: scaffali ordinati, prodotti alimentari, articoli per l’igiene, materiale scolastico. L’emporio solidale di Rimini funziona esattamente come un supermercato, con la differenza sostanziale che tutto è gratuito. Non si tratta di un banco alimentare tradizionale dove si riceve un pacco preconfezionato: qui si entra, si prende un carrello — o quasi — e si sceglie liberamente quello di cui si ha bisogno, con la dignità di chi fa la spesa come chiunque altro.

Come funziona davvero l’emporio solidale di Rimini

Il progetto si chiama Emporio Solidale ed è gestito dalla Caritas diocesana di Rimini in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. La sede è in Via Spagna 26/a, nel capoluogo romagnolo. Aperto nel 2016, è stato il primo mercato solidale della provincia di Rimini — un primato che racconta quanto il modello fosse ancora poco diffuso in quel territorio.

Il meccanismo è semplice ma pensato con cura. Chi ha diritto ad accedere riceve una tessera punti gratuita, simile a quelle fedeltà dei supermercati. Con quella tessera può scegliere autonomamente i prodotti dagli scaffali, senza dover chiedere, giustificare ogni scelta o dipendere da quello che qualcun altro ha già selezionato per te. È un dettaglio che può sembrare secondario, ma nella pratica fa una differenza enorme sul piano psicologico: restituisce agency, cioè la sensazione di poter ancora decidere per sé e per la propria famiglia.

I prodotti disponibili coprono tre aree principali: alimentari, materiali per l’igiene personale e domestica, e forniture scolastiche. Quest’ultima categoria è particolarmente significativa: significa che l’emporio non si limita a rispondere al bisogno immediato del pasto, ma guarda anche al futuro dei bambini delle famiglie che frequentano il servizio.

I numeri: chi sono le persone che hanno fatto la spesa gratis

I dati disponibili restituiscono un’immagine concreta di quanto sia radicato questo servizio nel territorio. Nel 2022, l’emporio ha assistito 269 nuclei familiari, per un totale di 700 persone — di cui 277 minori. Un numero che colpisce: quasi quattrocento bambini e ragazzi che, grazie a questo spazio, hanno avuto accesso a prodotti essenziali che le loro famiglie non avrebbero potuto permettersi.

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Nel 2023, le persone che hanno fatto la spesa gratuitamente all’emporio solidale di Rimini sono state 747. Una crescita che non è necessariamente un segnale positivo in sé — più utenti significano più famiglie in difficoltà — ma che testimonia quanto il servizio sia diventato un punto di riferimento riconosciuto e raggiungibile.

L’assessore Kristian Gianfreda ha definito l’emporio «un progetto comunitario prezioso e innovativo». È una descrizione che vale la pena prendere sul serio: innovativo non perché usi tecnologia sofisticata, ma perché ha ripensato il modo in cui si eroga un sostegno materiale, mettendo al centro la dignità della persona invece della logica dell’assistenza passiva.

Perché il modello dell’emporio solidale è diverso dalla distribuzione alimentare classica

Esistono molti modi per aiutare chi è in difficoltà economica temporanea. I banchi alimentari, le mense sociali, i pacchi spesa distribuiti dalle parrocchie o dai Comuni: tutti hanno un valore enorme. Ma il modello dell’emporio introduce una variabile che gli altri spesso non contemplano: la libertà di scelta.

Ricevere un pacco preassemblato è utile, ma non tiene conto delle preferenze, delle abitudini alimentari, delle intolleranze, della composizione del nucleo familiare. Chi ha un bambino piccolo ha bisogno di cose diverse rispetto a una persona anziana sola. Chi segue una dieta per motivi religiosi o di salute non può sempre adattarsi a quello che c’è. L’emporio solidale di Rimini aggira questo problema in modo elegante: lascia che sia la persona a decidere, esattamente come accade in qualsiasi supermercato.

Questo approccio ha anche un effetto collaterale positivo spesso sottovalutato: riduce il senso di stigma. Entrare in un posto che assomiglia a un negozio, con scaffali, prodotti esposti e una tessera in mano, è un’esperienza molto diversa dall’andare a ritirare un pacco in fila. Non è un dettaglio estetico: incide sulla percezione di sé e sulla disponibilità a chiedere aiuto quando se ne ha davvero bisogno.

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Chi può accedere e come informarsi

L’accesso all’emporio è riservato a persone e famiglie in difficoltà economica temporanea, non necessariamente in povertà cronica. Questo è un aspetto importante: il servizio è pensato per chi sta attraversando un momento difficile — perdita del lavoro, separazione, malattia, spese impreviste — e ha bisogno di un sostegno concreto per un periodo limitato, non di un’assistenza permanente.

Per informazioni aggiornate su modalità di accesso, requisiti e orari, il riferimento diretto è la Caritas diocesana di Rimini. Sul sito ufficiale caritas.rimini.it/emporio è possibile trovare i dettagli operativi e i contatti per chi vuole accedere al servizio o — dall’altra parte — per chi vuole contribuire come volontario o donatore.

Come si sostiene un progetto del genere

Un emporio solidale non funziona da solo. I prodotti sugli scaffali arrivano da donazioni private, da raccolte alimentari, da accordi con aziende e dalla grande distribuzione organizzata che cede le eccedenze invece di smaltirle. Il lavoro quotidiano è in gran parte affidato a volontari, che gestiscono gli scaffali, accolgono le persone, mantengono il servizio attivo.

Chi volesse sostenere l’emporio solidale di Rimini può farlo in diversi modi: donazioni in denaro, donazioni di prodotti, oppure mettendo a disposizione il proprio tempo. La Caritas diocesana coordina l’attività e può indicare le modalità più utili in base al momento e alle necessità correnti.

Quello che l’emporio solidale di Rimini ha costruito in quasi un decennio di attività è qualcosa che va oltre la distribuzione di beni di prima necessità. È un modello che dimostra come sia possibile rispondere alla fragilità economica senza togliere alle persone la capacità di scegliere, e che la solidarietà più efficace è spesso quella che si vede meno — perché assomiglia alla normalità.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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