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Eni Award 2026: tre innovazioni premiate al Quirinale per eliminare PFAS, catturare COâ‚‚ e riciclare la plastica

Eni Award 2026: tre innovazioni premiate al Quirinale per eliminare PFAS, catturare COâ‚‚ e riciclare la plastica
L'Eni Award 2026 ha riconosciuto tre ricerche di frontiera al Quirinale: chimica del fluoro senza PFAS, molecole per catturare COâ‚‚ e riciclo della plastica.

Il 29 ottobre 2026 il Palazzo del Quirinale ha ospitato la cerimonia dell’Eni Award 2026, giunta alla sua 18ª edizione da quando il premio è stato fondato nel 2008. Una serata che ha messo al centro tre filoni di ricerca scientifica con ricadute molto concrete: la chimica del fluoro senza PFAS, le molecole capaci di catturare anidride carbonica dall’aria e il riciclo catalitico di polietilene e polipropilene. Per chi vive in Italia e si preoccupa dell’acqua che beve, dell’aria che respira e dei rifiuti plastici che si accumulano, capire di cosa si tratta vale la pena.

Un premio internazionale che porta la scienza al Quirinale

L’Eni Award non è una semplice targa aziendale. In diciotto anni di storia ha costruito una reputazione scientifica solida: la Commissione Scientifica che seleziona i vincitori ha coinvolto nel tempo ricercatori provenienti dai principali istituti mondiali, tra cui sei premi Nobel. Non è un dettaglio da poco, perché significa che i criteri di valutazione sono quelli della comunità scientifica internazionale, non quelli di un ufficio marketing.

La cerimonia del 2026 è stata presieduta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla Presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni Giuseppina Di Foggia e dall’Amministratore Delegato Claudio Descalzi. La scelta del Quirinale come sede non è casuale: segnala che il tema dell’innovazione energetica e ambientale è considerato una questione di interesse nazionale, non solo industriale.

Accanto ai tre filoni principali premiati, la cerimonia ha assegnato anche una menzione speciale, l’Eni Joule for Entrepreneurship, rivolta alle migliori idee imprenditoriali innovative e sostenibili. Un segnale che il premio vuole coprire l’intera catena, dalla ricerca di base fino all’applicazione concreta sul mercato.

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PFAS fuori dalla chimica del fluoro: perché è importante per le nostre case

I PFAS — le sostanze per- e polifluoroalchiliche — sono presenti in un numero impressionante di oggetti di uso quotidiano: padelle antiaderenti, imballaggi alimentari, impermeabilizzanti per tessuti, schiume antincendio. Il problema è che non si degradano nell’ambiente, si accumulano nel suolo, nell’acqua e nel corpo umano. In alcune province del Veneto, del Piemonte e della Lombardia la contaminazione delle falde acquifere da PFAS è già una realtà documentata e oggetto di interventi da parte delle autorità sanitarie.

Uno dei tre filoni premiati dall’Eni Award 2026 riguarda proprio una nuova chimica del fluoro che elimina i PFAS dal processo produttivo. L’obiettivo è mantenere le proprietà utili del fluoro — resistenza al calore, all’acqua, agli agenti chimici — senza ricorrere alle catene molecolari persistenti che rendono i PFAS così problematici. Se questa ricerca trovasse applicazione industriale su larga scala, significherebbe poter produrre materiali tecnici avanzati senza lasciare una traccia permanente nell’ambiente. Per chi ha un filtro dell’acqua in casa o sceglie con attenzione i materiali delle proprie pentole, è esattamente il tipo di innovazione che cambia le cose a monte.

Molecole-spugna per catturare COâ‚‚: la sfida dell’aria che respiriamo

Il secondo filone premiato riguarda le cosiddette spugne molecolari per la cattura dell’anidride carbonica direttamente dall’atmosfera. L’idea di fondo è sviluppare strutture molecolari capaci di legarsi selettivamente alla COâ‚‚ presente nell’aria, concentrarla e renderla disponibile per essere stoccata o riutilizzata in altri processi industriali.

La cattura diretta dell’aria — tecnicamente nota come Direct Air Capture — è considerata una delle tecnologie più promettenti per affrontare il cambiamento climatico, ma ha ancora costi e consumi energetici elevati. La ricerca premiata si inserisce in questo contesto cercando soluzioni chimiche più efficienti ed economicamente praticabili. Non si tratta di fantascienza: impianti pilota di questo tipo esistono già in Islanda e negli Stati Uniti, anche se su scala ancora limitata.

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Per chi pensa alla propria casa, il collegamento può sembrare indiretto, ma non lo è: la qualità dell’aria esterna influenza quella interna, e tecnologie di questo tipo potrebbero nel tempo ridurre l’impatto delle emissioni industriali sulle aree urbane e residenziali.

Riciclo della plastica: quando polietilene e polipropilene tornano materia prima

Il terzo filone premiato affronta uno dei problemi più visibili e concreti della vita domestica: la plastica che non si riesce a riciclare davvero. Polietilene e polipropilene sono i materiali di quasi tutti i contenitori alimentari, i sacchetti, i flaconi dei detergenti, le buste della spesa. Tecnicamente sono riciclabili, ma nella pratica una parte significativa finisce in discarica o nell’inceneritore perché i processi di recupero sono costosi, energivori o producono materiale di qualità scadente.

Il processo catalitico premiato all’Eni Award 2026 punta a scomporre queste plastiche in materie prime riutilizzabili, chiudendo il ciclo in modo più efficiente rispetto al riciclo meccanico tradizionale. In sostanza, invece di fondere e rimodellare il polimero degradato, si torna agli elementi di base per produrre plastica nuova o altri materiali. È la differenza tra rattoppare un vestito consumato e ricavarne nuovi fili per tessere qualcosa di integro.

Per una famiglia italiana che fa la raccolta differenziata con attenzione, sapere che la ricerca sta lavorando per rendere quel gesto davvero efficace — e non solo simbolicamente virtuoso — è una notizia concreta.

Le tre innovazioni riconosciute quest’anno all’Eni Award 2026 condividono una caratteristica: non sono soluzioni astratte, ma risposte a problemi che toccano l’acqua, l’aria e i rifiuti di milioni di abitazioni. La strada tra un premio scientifico al Quirinale e un cambiamento misurabile nella vita di tutti i giorni è ancora lunga, ma parte sempre da qui — da ricerche che qualcuno ha valutato serie abbastanza da premiarle davanti al Presidente della Repubblica. Per approfondire, il comunicato ufficiale di Eni è disponibile sul sito ufficiale di Eni.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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