Leasing Immobiliare: Come funziona e chi ne può usufruire

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leasing immobiliare

Il leasing immobiliare è una valida alternativa ai mutui che permette di avere una casa anche con poca liquidità.

Si tratta di una soluzione adatta soprattutto ai giovani di età inferiore ai 35 anni, poiché per loro sono presenti interessanti sgravi fiscali.

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Cos’è il leasing immobiliare

Con la legge di stabilità del 2015, entrata in vigore nel 2016, si vede l’ingresso tra i metodi di acquisizione di un immobile del leasing immobiliare.

Tale formula permette di acquistare una casa tramite una formula particolare, utilizzando vantaggi e riducendo l’esborso iniziale.

Per ottenere una casa in leasing occorre avere un reddito massimo di 55 mila euro, non avere una precedente “prima casa” e l’acquisto viene fatto tramite

Come funziona il leasing immobiliare

La banca, che chiameremo “società”, si occupa dell’acquisto (o della costruzione) dell’immobile in questione. Il cliente si impegna a versare dei canoni accordati, con un tasso di interesse che viene stabilito in fase di stipula del contratto.

Il contratto in questione vede come elementi fondamentali le seguenti parti:

Il costo dell’immobile in questione;

La durata complessiva del contratto del leasing;

Il tasso delle rate e relativa durata del contratto;

L’importo della maxi rata di anticipo (solitamente il 10% dell’immobile) e quella del costo di riscatto.

Eventuali assicurazioni

Al termine del contratto, quindi, il cliente può decidere se riscattare la restante parte dell’immobile, secondo le condizioni di contratto.

Quali sono i vantaggi fiscali del leasing immobiliare

Ci sono diversi vantaggi per chi approfitta della formula leasing fino al 31 dicembre 2020:

Per chi ha meno di 35 anni ed un reddito inferiore ai 55mila euro, c’è la possibilità di detrarre il 19% della rata del canone, fino ad un massimo di 8000 euro annui. Si può detrarre anche la rata di riscatto, sempre del 19%, fino ad un massimo di 20 mila euro.

Qualora l’età del cliente sia superiore ai 35 anni, le percentuali di detrazione rimangono sempre al 19%, ma si dimezzano le soglie massime: 4 mila euro massimo annui per le detrazioni dei canoni di leasing e 10 mila euro massimi per le detrazioni da riscatto.

Ovviamente è obbligatorio far sì che l’immobile risulti come abitazione principale dell’intestatario del contratto in leasing.

Le tutele

Sia il cliente che la società che fornisce l’immobile in leasing hanno, oltre a dei vantaggi fiscali, anche delle tutele legali.

Il cliente può sospendere, per un massimo di 12 mensilità, il canone di leasing qualora abbia perso il posto di lavoro. La sospensione è valida solo qualora la chiusura del rapporto lavorativo non sia avvenuta di comune accordo, o a causa di licenziamenti per giusta causa.

La società, invece, viene tutelata in caso di morosità dell’inquilino, e permette quindi di agire con il procedimento per convalida di sfratto (art. 1, comma 81, legge 28 dicembre 2015 n. 208).

Mutuo o leasing? Quale conviene?

La differenza sostanziale tra le due formule risiede nel momento del trasferimento della proprietà del bene in questione.

A differenza del mutuo, dove la proprietà del bene viene trasferita dall’inizio, durante la stipula del contratto, al cliente, nel leasing la proprietà viene trasferita solo in eventuale fase di riscatto del bene, che rimane altrimenti di proprietà della società che dispone il leasing.

Una casa acquisita tramite mutuo ti permette di venderla o affittarla, mentre una casa in leasing non lo permette.

A chi è consigliato il leasing

Ai giovani (under 35);

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