Investire in immobili commerciali in Europa e in Italia

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Investire in immobili

Investire in immobili: L’Italia non riesce a seguire il ritmo di crescita degli altri Paesi europei, a eccezione dell’area milanese.

Il mercato immobiliare Europeo è in crescita, ma non si può dire lo stesso del mercato Italiano che vede un miglioramento solo a Milano. Nel resto del Paese il movimento del mercato è rimasto sui livelli degli anni di crisi con piccole punte di crescita e quotazioni in costante declino.

Si notano gli effetti del crollo delle nuove edificazioni e delle ristrutturazioni, ma vanno bene i micro interventi sugli appartamenti.

Investire in immobili: Il mercato immobiliare in Europa

Il ritmo degli investimenti immobiliari su tutto il territorio europeo segna una lieve discesa, con un volume totale che nel primo semestre del 2019 ha generato un fatturato poco maggiore ai 100 miliardi di euro, una perdita del 13 per cento rispetto al primo semestre 2018.

Ma quali sono le città più interessanti in cui investire? Parigi ha nettamente sorpassato Londra, in cui gli investimenti in generale sono calati del 40 per cento rispetto al primo semestre del 2018, un livello che non si vedeva dal 2010. Segue Berlino, l’unica città ad aver visto un aumento degli investimenti immobiliari con una crescita record del 67 per cento rispetto al 2018.

Nei Paesi a sud del continente europeo, Madrid e Barcellona, si nota una crescita a tripla cifra del 150 per cento, con gli investimenti immobiliari dedicati principalmente nel settore terziario e residenziale.

In Italia invece è Milano ad attirare gli investimenti, con una crescita del 56 per cento rispetto al primo semestre del 2018.

Il mercato immobiliare registra nel 2019 prezzi in crescita in tutti i Paesi Europei a eccezione dell’Italia, e in ordine di importanza i Paesi di maggior interesse per gli investitori sono la Francia, la Spagna, la Germania, il Regno Unito, l’Austria e l’Olanda.

Le “high street”: Milano in testa, ma Roma in crescita

Milano si trova al primo posto tra le destinazioni preferite per viaggi di shopping in tutto il mondo, grazie alle sue “high street”, ovvero le zone commerciali, nonostante la leggera riduzione del numero di unità rispetto al 2015 (una perdita di 153 attività rispetto al giugno del 2015).

Questa riduzione è dovuta in gran parte dall’accorpamento e riconversione di molti esercizi in unità più ampie, ma la composizione complessiva rimane fortemente concentrata nelle superfici che non superano i 150 metri quadri.

La domanda di immobili commerciali nelle high street (via Montenapoleone, via Sant’Andrea, via Verri) da parte degli investitori è in costante aumento, con una crescita di fondi dedicati a questo mercato caratterizzato da un approccio più conservativo alla ricerca di prodotti specifici.

A Roma la rete di esercizi commerciali registra un aumento di negozi rispetto al 2015, con 662 attività in più. Le high street romane di rilievo (via dei Condotti, piazza di Spagna, via Frattina) vantano la concentrazione di circa 273 esercizi commerciali, che corrispondono a circa 260 vetrine, il tutto in poco più di 1300 metri di strada percorribile.

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