Incentivi fotovoltaici: Il DM FER 2018-2020 – Decreto Rinnovabili

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Incentivi fotovoltaici

Anche quest’anno il Governo ha prorogato la possibilità di ottenere incentivi dedicati alle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, quali impianti fotovoltaici o impianti solari termici.

A cinque anni dalla fine del Conto Energia, la nuova Legge di Bilancio, ha infatti prorogato – già da settembre 2018 – questa tipologia di incentivi per tutto l’anno a venire, mettendo così a disposizione la possibilità di installare un impianto rinnovabile e di ottenere, inoltre, premi per la sostituzione di elementi dannosi, come i tetti in amianto.

La già diffusa bozza del Decreto FER 2018-2020, è infatti già stata approvata, insieme al calendario ed ai criteri di ammissione alle gare proposte per accedervi.

Il DM FER 2018-2020 - Decreto Rinnovabili

Perchè scegliere il fotovoltaico

Il fotovoltaico rappresenta, ad oggi, la fonte rinnovabile con maggiore capacità sul territorio italiano, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente e con un aumento notevole per gli impianti residenziali, che rappresentano attualmente il 50% della nuova potenza installata.

Quello che spinge all’installazione di un impianto fotovoltaico, ha sicuramente a che vedere con il fatto che questa tipologia di energia rinnovabile non è intesa come una spesa, ma più come un investimento a lungo termine, in cui è possibile recuperare il capitale investito inizialmente in funzione di un’unica variabile: il tempo di rientro dai costi, che in genere varia dai 6 ai 12 anni.

Tra i molteplici benefici di questo investimento, rientrano senza dubbio i vantaggi ambientali, la riduzione delle emissioni inquinanti e la minima manutenzione richiesta, essendo i pannelli privi di parti meccaniche in movimento.

I prezzi di un impianto fotovoltaico sono, inoltre, ad oggi molto bassi rispetto agli anni precedenti, e dunque decisamente più accessibili se si considera che i costi di installazione arrivano ad essere inferiori ai 2.500 euro al kW.

Punto saliente del fotovoltaico è, naturalmente, l’incredibile riduzione, o addirittura l’azzeramento della spesa elettrica in relazione all’energia prodotta ed istantaneamente auto-consumata; oltre al risparmio derivante dall’auto-consumo, è da tenere decisamente in considerazione la remunerazione dell’energia immessa in rete attraverso la vendita o lo “scambio sul posto” (SSP) della stessa al GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

 

Le novità del DM FER 2018-2020 – Decreto Rinnovabili

L’obiettivo del nuovo Decreto Rinnovabili è quello di riammettere il fotovoltaico agli incentivi proposti, con precise specifiche e limitazioni.

Ciò che viene incentivato con questo decreto è l’energia immessa in rete con tariffa “onnicomprensiva” per 20 anni, senza dovere nulla per l’energia auto-consumata.

Il decreto è rivolto esclusivamente alle fonti rinnovabili più avanzate, sia dal punto di vista commerciale che dal punto di vista tecnologico.

Negli incentivi rientrano, dunque, il fotovoltaico, l’eolico off-shore, il geotermico, l’idroelettrico, gli impianti alimentati a gas di discarica e i gas residuati dai processi di depurazione.

L’accesso alla partecipazione delle aste e dei registri è dedicato agli impianti fotovoltaici di nuova costruzione che abbiano una potenza superiore ai 20 kW – che dunque godranno dell’esclusione dalle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione –, che rispettino le disposizioni circa il divieto di accesso agli incentivi statali per impianti ubicati in aree agricole e che siano in possesso del titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio, il cui preventivo di connessione sia stato accettato in definitiva.

Il decreto interministeriale DM FER 2018-2020, introduce dunque un’interessante sostegno e agevolazione allo sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, integrando inoltre significativi bonus, come quello per la sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto, con impianti fotovoltaici.

Le risorse totali da stanziare per gli incentivi offerti, si aggirano intorno ai 250 mln di euro.

La prima finestra utile per presentare la domanda avrò luogo il 31 gennaio 2019 per 30 giorni; il GSE provvederà, subito dopo, alla pubblicazione della graduatoria degli ammessi all’inizio di Giugno 2019. Vi saranno poi ulteriori sessioni a maggio e a settembre.

In ogni caso, la legge prevede l’ultima asta per il 31 Gennaio 2021.

Il decreto proposto prevede, oltre agli incentivi momentanei, anche dei contratti duraturi e a lungo termine – ancora da sancire con un nuovo decreto interministeriale – che favoriranno la compravendita dell’energia verde nella pubblica amministrazione.

 

Criteri di ammissione e tariffario

Per accedere a questa tipologia di incentivi proposta dal Governo, è innanzitutto necessario, o comunque consigliato, che la quantità di energia prodotta abbia un valore maggiore rispetto a quella dedicata all’autoconsumo casalingo, aziendale o pubblico che sia: chi autoconsuma gran parte dell’energia prodotta, non ha, infatti, motivo di aspettarsi questa tipologia di incentivo, in quanto il valore riconosciuto riguarderebbe solo la quantità di energia immessa – chiaramente esigua – e la sua valorizzazione sarebbe estremamente inferiore rispetto a quella dell’energia auto-consumata.

Soddisfatto questo primo requisito iniziale, l’ottenimento dell’incentivo fotovoltaico gioca molto sul valore al ribasso offerto dal candidato, perlomeno per gli impianti che superano il megawatt (MW). Gli impianti dotati di potenza superiore, difatti, hanno la possibilità di accedere agli incentivi tramite la partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso che definiranno il reale livello di incentivazione; tale gara vedrà competere non solo il fotovoltaico, ma più fonti rinnovabili sugli stessi livelli di potenza predisposta, al fine di rendere la competizione tecnologicamente neutra.

Per gli impianti sotto 1 MW, invece, i criteri che definiscono la classifica sono differenti e riguardano perlopiù la tipologia di impianto.

Gli incentivi sono dunque indirizzati a chi possiede: degli impianti di nuova costruzione o che siano stati ricostruiti e riattivati in modo integrale; degli impianti che abbiano registrato un intervento di potenziamento, la cui differenza tra il valore della nuova installazione rispetto alla precedente non sia superiore a 1 MW; degli impianti che abbiano semplicemente una potenza non superiore ad 1 MW o che siano oggetto di rifacimento.

Esistono poi dei criteri riguardanti la locazione ed il prototipo di impianto: chi si colloca in una buona posizione nella classifica e dunque beneficia in maniera prioritaria di questo tipo di incentivi è, infatti, chi si avvale di un impianto realizzato su tetti in eternit (con precedenza a strutture riguardanti edifici pubblici, scuole, ospedali o edifici aperti al pubblico) o di un impianto su siti contaminati, cave dismesse o altro; ulteriore punteggio, aggiunto solo in seconda analisi, verrà assegnato alla presenza di colonnine di ricarica per auto elettriche.

In linea generale, hanno accesso agli incentivi proposti tutti i nuovi impianti sopra i 20 kW, purché non si collochino su terreno agricolo.

Le tariffe proposte dal DM FER, sono:

  • 11 cent/kWh fino a 100 kW;
  • 9 cent/kWh fino a 1 MW;
  • 7 cent/kWh oltre 1 MW;

Con possibilità di ulteriori premi in caso di contestuale rimozione dell’eternit.

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