Elmetti di protezione: le normative vigenti

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Capita a volte di passare intorno a qualche cantiere in costruzione e vedere gli operai indossare gli elmetti di protezione e siamo tentati di credere che questo sia solo per il rispetto delle normative vigenti.
Se vediamo qualche film del neorealismo italiano è facile incappare nella figura di un muratore che, per riparare la testa dal sole, indossa un sorta di cappello a forma di bustina realizzata con dei semplici fogli di giornale. Ma dobbiamo oltrepassare l’aspetto romantico e un po’ nostalgico del muratore in canottiera e bustina di carta e arrivare a quelle che sono le indispensabili norme antinfortuni  che hanno decretato come indispensabile l’utilizzo di elmetti di protezione  da indossare quando si transita per luoghi dove ci sia la possibilità di oggetti caduti dall’alto.
Purtroppo sono a tutti note le statistiche relative agli incidenti che ogni anno avvengono all’interno dei luoghi di lavoro e, molti di questi, avrebbero avuto ben altra sorte laddove fossero state seguite le basilari norme di sicurezza tra le quali quella di indossare gli elmetti di protezione.

E’ facile intuire che al di la del rispetto delle leggi in vigore, le protezioni previste sono capaci di eliminare spiacevoli conseguenze dettate da circostanze sfortunate o anche dall’incuria di terzi ed è questa la ragione per la quale, chi opera in questi ambiti professionali, deve prudentemente sottostare a quelle basi del buon senso che sono necessarie per tutelare la propria salute.

elmetti di protezione

Non è un caso, infatti, che coloro che operano nell’ambito dell’isolamento termico e che si trovano a dover lavorare sull’alternativa al cappotto termico, isolando le intercapedini attraverso l’insufflaggio cellulosa devono prudentemente indossare l’elmetto di protezione che, insieme alle scarpe antinfortuni, sono due elementi indispensabili da non dimenticare.

La tecnica relativa all’insufflaggio è divenuta molto frequente perché assicura un ideale isolamento termico senza dover affrontare i costi dell’allestimento del cappotto termico. In buona sostanza, attraverso un apposito macchinario a pressione si inietta della cellulosa che, con la sua peculiarità isolante, garantisce una decisa protezione contro l’escursione termica che si manifesta tra un ambiente interno e uno esterno.

La praticità di esecuzione è determinata dalla facilità che comporta l’intervento che prevede la realizzazione di fori  ad 80 centimetri di distanza l’uno dall’altro e che dall’esterno arrivano fino all’intercapedine dove, si introduce il beccuccio del macchinario che inietta la cellulosa che occorre per riempire il vuoto. L’operazione è alquanto rapida e sono sufficienti pochi minuti per completarla e poi terminarla sigillando i fori prodotti con dei tappi che evitano la fuoriuscita del materiale inserito.

Come si ha modo di comprendere, l’insufflaggio della cellulosa si dimostra una tecnica versatile, pratica e soprattutto economica con la quale si ottiene un ideale isolamento termico in alternativa ad altri più problematici e costosi.

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