Che le strutture per anziani abbiano bisogno di un aggiornamento energetico profondo non è una novità — ma che qualcuno lo stia davvero facendo, con interventi concreti e mirati su edifici socio-sanitari reali, è una notizia che vale la pena raccontare. Nel 2026, E.ON ha portato avanti due progetti di riqualificazione energetica nelle residenze per anziani sul Lago Maggiore, coinvolgendo strutture che ospitano persone fragili e che, proprio per questo, non possono permettersi né sprechi energetici né ambienti poco confortevoli.
Due strutture, un obiettivo comune: efficienza e benessere
I due interventi riguardano la Fondazione Menotti Bassani Ets a Laveno Mombello e la RSA Mario e Rina Molina a Luino, quest’ultima gestita da Aldia. Si tratta di realtà molto diverse per dimensione e gestione, ma accomunate da un problema che accomuna la gran parte delle strutture socio-sanitarie italiane: edifici spesso datati, con consumi energetici elevati e margini di miglioramento significativi sia sul fronte ambientale che su quello economico.
L’obiettivo dichiarato dei progetti è preciso: combinare efficienza energetica, riduzione dei consumi e benessere degli ospiti. Non si tratta, quindi, di interventi pensati solo per tagliare i costi in bolletta — anche se questo aspetto è tutt’altro che secondario — ma di un approccio che mette al centro la qualità degli ambienti in cui vivono le persone anziane ogni giorno.
Perché la riqualificazione energetica nelle residenze per anziani è diversa dagli altri edifici
Intervenire su una RSA o su una fondazione socio-sanitaria non è come ristrutturare un ufficio o un capannone industriale. Le esigenze sono molto più articolate. Gli ospiti trascorrono la quasi totalità delle loro giornate all’interno della struttura, spesso in condizioni di salute che li rendono particolarmente sensibili alle variazioni di temperatura, alla qualità dell’aria e al livello di comfort acustico e termico degli ambienti.
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Questo significa che qualsiasi intervento di riqualificazione energetica delle residenze per anziani deve tener conto non solo dei parametri tecnici — consumi, dispersioni, rendimento degli impianti — ma anche dell’impatto diretto sulla vita quotidiana degli ospiti. Un impianto di riscaldamento più efficiente non vale solo in termini di kilowattora risparmiati: vale soprattutto se garantisce una temperatura più stabile e uniforme nelle camere, nei corridoi, negli spazi comuni.
C’è poi il tema dei costi di gestione. Le strutture socio-sanitarie operano spesso con budget molto vincolati, e le bollette energetiche rappresentano una voce di spesa rilevante. Ridurre l’impatto ambientale e abbattere i costi di gestione non sono obiettivi in contraddizione: anzi, in questo settore tendono a coincidere.
Il ruolo di E.ON e il modello degli interventi integrati
Quello che rende interessante l’approccio di E.ON in questi due cantieri sul Lago Maggiore è la logica di intervento integrato. La riqualificazione energetica delle residenze per anziani viene trattata come una leva strategica — non come un semplice aggiornamento impiantistico — capace di agire contemporaneamente su tre fronti: riduzione dell’impatto ambientale, abbattimento dei costi di gestione e miglioramento della qualità degli ambienti di cura.

Questo tipo di approccio richiede una lettura attenta delle specificità di ogni struttura. La Fondazione Menotti Bassani Ets di Laveno Mombello e la RSA Mario e Rina Molina di Luino hanno caratteristiche proprie — diverse tipologie di utenti, diversi layout degli edifici, diverse esigenze gestionali — e gli interventi sono stati pensati di conseguenza.
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È un modello che potrebbe diventare un riferimento per molte altre strutture simili in Italia, dove il patrimonio edilizio delle RSA e delle case di cura è spesso vecchio e poco efficiente. Secondo i dati disponibili, una quota significativa delle strutture socio-sanitarie italiane è stata costruita prima delle moderne normative sull’efficienza energetica, e i margini di miglioramento sono molto ampi.
Cosa cambia davvero per gli ospiti
È facile parlare di efficienza energetica in termini astratti. Ma cosa cambia concretamente per chi vive in una residenza per anziani dopo un intervento di questo tipo? Molto dipende dalla natura specifica dei lavori, ma in linea generale una struttura riqualificata tende a offrire ambienti con temperature più costanti e controllate, meno dispersioni di calore nei mesi freddi, e una qualità dell’aria interna migliore.
Per una persona anziana, spesso con patologie respiratorie o cardiovascolari, questi non sono dettagli di comfort: sono condizioni che influenzano direttamente la salute. Un ambiente termicamente stabile riduce lo stress fisiologico, soprattutto nelle stagioni di punta. E una struttura che spende meno in energia può destinare quelle risorse ad altri aspetti della cura e dell’assistenza.
Per approfondire il quadro normativo e le opportunità legate all’efficienza energetica negli edifici socio-sanitari, il sito dell’ENEA offre documentazione tecnica aggiornata e schede operative utili anche per i gestori di strutture residenziali.
I due interventi di E.ON sul Lago Maggiore non sono un caso isolato destinato a restare tale: sono, piuttosto, un esempio concreto di come la riqualificazione energetica delle residenze per anziani possa diventare parte integrante di una gestione moderna e responsabile delle strutture socio-sanitarie. La sfida, adesso, è che altri seguano quella strada.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








