Ambiente

Fragole che durano il doppio: il trucco della startup sarda con la liquirizia

Packaging antimicrobico dalla liquirizia: la startup sarda che estende la conservazione delle fragole

Che gli scarti della lavorazione della liquirizia potessero diventare la risposta al problema degli imballaggi alimentari è un’idea che, fino a qualche anno fa, sarebbe sembrata stravagante. Eppure è esattamente quello che sta facendo Alkelux, una startup sarda che ha trasformato i residui di una delle piante più radicate nella tradizione mediterranea in un packaging antimicrobico liquirizia capace di prolungare la vita di fragole e mirtilli di quasi una settimana. Un risultato concreto, documentato in laboratorio, che apre una prospettiva interessante sul fronte della riduzione degli sprechi alimentari.

Da Sassari a un brevetto internazionale: chi c’è dietro Alkelux

La storia comincia con Matteo Poddighe, giovane chimico sassarese che, dopo aver conseguito un dottorato e completato percorsi di formazione specialistica, ha deciso di non fermarsi alla teoria. L’intuizione era chiara: la pianta di liquirizia — Glycyrrhiza glabra — è nota da secoli per le sue proprietà antimicrobiche naturali, ma durante la lavorazione industriale genera una quantità considerevole di scarti che normalmente vengono smaltiti o sottoutilizzati.

Poddighe ha fondato Alkelux con l’obiettivo di valorizzare proprio questi residui, trasformandoli in una polvere antimicrobica da usare come additivo nella produzione di film e pellicole per imballaggi alimentari. La tecnologia è brevettata e utilizza materiali biodegradabili, due caratteristiche che la distinguono da molte soluzioni convenzionali presenti sul mercato.

Come funziona il packaging antimicrobico ricavato dalla liquirizia

Il processo si basa sull’estrazione e concentrazione dei composti bioattivi presenti negli scarti di lavorazione della liquirizia. Questi composti — con proprietà antifungine, antibatteriche e antivirali — vengono incorporati nelle pellicole plastiche destinate al contatto con gli alimenti. Il risultato è un film che non si limita a contenere fisicamente il prodotto, ma agisce attivamente contro muffe, batteri e virus che accelerano il deterioramento.

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Non si tratta di un rivestimento superficiale che si degrada rapidamente: l’additivo è integrato nella struttura del materiale, il che garantisce un’azione prolungata per tutta la durata della conservazione. È un approccio che si inserisce nel filone del cosiddetto active packaging, ovvero imballaggi che svolgono una funzione protettiva attiva invece di essere semplici barriere passive.

I risultati sui test con le fragole: quasi nove giorni senza muffa

Il banco di prova più significativo è stato quello con le fragole, uno dei frutti più difficili da conservare per via dell’alta percentuale di acqua e della buccia sottile. I dati emersi dai test sono piuttosto netti: con il packaging sviluppato da Alkelux, le fragole resistono alla muffa per 8-9 giorni, contro i 2-3 giorni tipici della conservazione standard a temperatura ambiente o i pochi giorni in frigorifero senza protezione adeguata.

Per i mirtilli il risultato è simile: l’estensione della durata è di circa una settimana rispetto agli imballaggi tradizionali. Tradotto in termini pratici, significa meno prodotto buttato nel cestino, meno acquisti ripetuti a breve distanza e una catena distributiva meno sotto pressione per rispettare finestre di vendita sempre più strette.

Il valore di questi numeri non è solo domestico. Nella grande distribuzione, dove i margini sui prodotti freschi sono sottili e le perdite per deterioramento incidono in modo significativo sui costi, un’estensione di una settimana può fare la differenza tra un lotto venduto e uno smaltito.

Economia circolare applicata: gli scarti che diventano risorsa

Uno degli aspetti più interessanti del modello Alkelux è la logica di economia circolare che lo sostiene. La liquirizia viene coltivata e lavorata in diverse aree del Mediterraneo, inclusa la Sardegna, e la sua trasformazione industriale genera volumi non trascurabili di materiale di scarto. Recuperare questi residui per produrre un additivo ad alto valore aggiunto significa interrompere un ciclo di spreco e creare, al tempo stesso, una filiera locale più sostenibile.

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Il fatto che i materiali impiegati siano biodegradabili aggiunge un ulteriore livello di coerenza ambientale: non si tratta solo di ridurre lo spreco alimentare, ma di farlo con un imballaggio che, a fine vita, non si accumula nell’ambiente come un residuo problematico.

Questo tipo di approccio è sempre più rilevante in un contesto normativo europeo che spinge verso la riduzione degli imballaggi monouso e l’adozione di materiali a minore impatto. Un packaging che prolunga la vita del cibo e si decompone più facilmente risponde a entrambe le esigenze contemporaneamente.

Quando arriverà sul mercato e quali sono i piani di crescita

Alkelux punta al lancio commerciale del prodotto nel corso del 2026, con una strategia che guarda inizialmente al settore ortofrutticolo — il più esposto al problema del deterioramento rapido — per poi espandersi ad altre categorie di alimenti freschi. L’obiettivo dichiarato è raggiungere una produzione su scala globale entro il 2028, un traguardo ambizioso ma coerente con la crescente domanda di soluzioni di conservazione sostenibili a livello internazionale.

Per approfondire la tecnologia e seguire gli sviluppi della startup, è possibile consultare il profilo di Alkelux su Renewable Matter, una delle pubblicazioni di riferimento sull’economia circolare in Italia e in Europa.

Quello che Alkelux sta costruendo è un esempio concreto di come la ricerca applicata — partita da un dottorato, da una pianta secolare e da un problema di spreco — possa trasformarsi in una soluzione industriale reale. Le fragole che durano una settimana in più non sono solo un dato di laboratorio: sono il punto di partenza di un modello che potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo agli imballaggi alimentari, a partire proprio da ciò che finora buttavamo via.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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