Insonnia e produttività a lavoro: Come risolvere il problema?

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L’insonnia ed i suoi motivi

E così è da un po’ di tempo che Morfeo non vi culla fra le sue braccia…

I motivi possono essere i più svariati: stress, ansia, vita sregolata, tanti pensieri o condizioni patologiche non aiutano per niente a conciliare il sonno. Sicuramente avrete riscontrato degli effetti collaterali di questa perdita di sonno, vi sarete ad esempio accorti di essere meno produttivi e magari più irascibili nei confronti degli altri, di avere meno appetito e di essere sempre stanchi in ogni situazione.

In ambito lavorativo però questi atteggiamenti non sono propriamente adatti per una convivenza serena tra colleghi o dipendenti, bisognerà quindi rimediare immediatamente e, ove possibile, regolarizzare i cicli di sonno.

È stato studiato che solo 16 minuti in meno di sonno rispetto alle normali 7-8 ore di sonno necessarie per regolare il nostro orologio biologico, possono influire notevolmente sul rendimento a lavoro il giorno successivo. Sacrificare questo quarto d’ora infatti, pare che inneschi un circolo vizioso giornaliero che ci porterebbe ad essere sempre meno produttivi, stanchi e ci porterebbe a dormire ancora meno con conseguenze poco piacevoli.

Questo studio è stato condotto dalla “University of South Florida”, secondo cui se si dorme anche poco meno del solito interferisce notevolmente con le prestazioni lavorative. Questo fatto diventa sicuramente un problema per chi ha il “vizio”, obbligato o meno, di fare le notti insonni (ad esempio chi ha avuto da poco un bambino).

Lo studio ha analizzato 130 dipendenti tutti impiegati nell’ambito dell’informazione tecnologica e ha riscontrato che queste persone, quasi tutte con figli in età scolare, quindi relativamente piccoli, dormendo pochi minuti in meno per notte, avrebbero avuto problemi cognitivi il giorno successivo, insomma, un po’ addormentati!

Tutto questo avrebbe fatto aumentare i loro livelli di stress, spesso facendo interferire vita lavorativa con vita privata, ma non solo, infatti è stato dimostrato come i dipendenti tendevano ad andare a letto molto prima del dovuto e ad alzarsi molto prima, quindi cambiando le abitudini, innescando quel ciclo del quale prima parlavamo.

il problema dell insonnia

Come fare quindi per ovviare al problema?

Basta avere un sonno continuo, ininterrotto, profondo e di lunghezza adeguata, caratterizzato da una corretta respirazione. La respirazione è molto importante, una persona fumatrice o sovrappeso, probabilmente ha sofferto o soffre tutt’ora di apnee notturne.

Probabilmente non ci si rende conto di quante volte ci si sveglia per questo motivo, che può risultare anche pericoloso, e un sonno disturbato o non costante può essere causa di sonnolenze o poca produttività.

Quindi non basta che il sonno sia duraturo, ma conta anche la qualità del sonno. Una volta soddisfatti tutti questi requisiti, ci si dovrebbe sentire riposati e svegli per tutta la giornata.

Chiaramente se l’insonnia è patologica è consigliabile consultare un medico per tentare di risolvere il tutto con farmaci o cure adeguate. Un altro metodo per rimediare a questo problema può essere quello dei cosiddetti “pisolini pomeridiani”, non devono chiaramente essere troppo lunghi perché rischierebbero di fare un effetto contrario i quello cercato.

Ma dormire dopo aver pranzato può rifocillare le energie e rendervi più produttivi per un eventuale rientro lavorativo pomeridiano.

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