Inquinamento atmosferico e il superamento dei limiti

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inquinamento atmosferico

Il rapporto Legambiente Mal’aria e le mancanze dell’Italia

L’ozono e le polveri sottili sono responsabili di numerose morti premature in Europa e in Italia. Sono già 11 le città italiane fuorilegge per aver superato il limite di 35 giorni l’anno con concentrazioni medie di PM10 superiori a 50 microgrammi/metro cubo.

Le città più a rischio inquinamento

Tra le città più a rischio atmosferico risaltano Lodi, con 57 giorni, seguita da Torino con 56, Milano con 47 e Padova con 44, Alessandria e Venezia alla pari con 41, Frosinone con 40, Asti e Pavia con 49, Cremona con 37 e Reggio Emilia con 36.

Nonostante le piogge e dunque le condizioni favorevoli alla dispersione dell’inquinamento, lo smog nelle città italiane non sembra dar tregua.

inquinamento atmosferico da parte delle industrie

Nemmeno nei mesi estivi, meno colpiti dalle concentrazioni delle polveri, hanno mostrato segnali positivi: l’ozono troposferico, inquinante secondario che si forma a causa di reazione fotochimiche, ha superato in Emilia Romagna il limite di 25 giorni, con una media mobile sulle otto ore superiore al valore di 120 microgrammi/metro cubo.

Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente, dichiara inoltre:

“I dati rivelano ancora una volta e in maniera evidente che il problema dell’inquinamento atmosferico non riguarda esclusivamente le aree urbane e i mesi invernali. Se infatti le polveri sottili continuano ad essere uno degli inquinanti più critici, c’è un altro tipo di inquinamento che caratterizza maggiormente i mesi estivi, spesso sottovalutato, come quello da ozono.”

L’associazione italiana Legambiente ha analizzato queste cattive prestazioni nel proprio report Mal’aria 2018. Dallo studio emerge che nel 2017 ben 39 capoluoghi di provincia hanno superato il limite per le polveri sottili, e 44 città hanno superato il limite di 25 giorni annuali con concentrazioni medie di PM10 superiori alla norma.

Sulle strategie adottate dall’Italia per scongiurare il superamento del limite di inquinamento atmosferico, Legambiente è stata molto chiara:

“le misure di Piano non sono quasi mai state implementate dall’insieme dei comuni, nessun nuovo sistema di controllo e riduzione degli inquinanti, rarissimi i servizi di trasporto e le abitazioni a emissioni zero, nessuna nuova e significativa misura strutturale e pochissimi nuovi provvedimenti emergenziali sono stati adottati sia dal governo, come dalla gran parte delle Regioni e dei comuni più inquinati.”

inquinamento atmosferico: I rischi per la salute

Negli ultimi decenni un numero crescente di studi ha mostrato gli effetti negativi sulla salute che l’esposizione a livelli di inquinamento elevati possono causare.

Nonostante gli avvertimenti, secondo un rapporto aggiornato al 2016, più dell’80% delle persone che vivono in aree urbane sono esposte a livelli di qualità dell’aria che superano i limiti dell’OMS.

Un problema globale che si amplifica nelle città a basso reddito. Infatti il 98% delle città nei Paesi a basso e medio reddito con più di 100.000 abitanti non soddisfa le linee guida sulla qualità dell’aria, una percentuale che diminuisce al 56% nei Paesi ad alto reddito.

Secondo l’OMS, intervenire sulla qualità dell’aria diminuirebbe le probabilità di ictus, malattie cardiache, cancro ai polmoni e malattie respiratorie croniche acute, asma compresa. Catalogare il problema solo dal punto di visto ambientale e sanitario sarebbe estremamente riduttivo, essendo altrettanto importante la valutazione dei costi economici.

Il superamento dei limiti dell’inquinamento atmosferico è un tema che preoccupa molto e richiede particolare attenzione, ricevendo una collaborazione tra le varie istituzione mirata a ridurre le emissioni, non solo dei trasporti.

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