Coltivare la lingua di suocera – Epiphyllum

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lingua di suocera

L’Epiphyllum ackermannii, meglio noto come lingua di suocera, è una pianta grassa di origini esotiche composta da lunghi fusti che ricadono verso il basso e grandi fiori molto profumati.

La pianta è perfetta per la coltivazione in casa ed è spesso utilizzata per riempire i panieri da arredamento appesi o a terra, specialmente nelle regioni italiane dove il clima è tipicamente più caldo e umido.

Andiamo a scoprire tutto quello che c’è da sapere.

Caratteristiche della lingua di suocera

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La lingua di suocera appartiene alla famiglia delle Cactacee, e proviene dall’America centrale, dove si è diffusa spontaneamente soprattutto all’interno delle foreste tropicali come pianta che cresce sui tronchi e sui rami degli alberi ad alto fusto.

La pianta si nutre essenzialmente dalla comunicazione con la corteccia del tronco. Le sue radici sono molto corte e biancastre.

La parte superiore della pianta è invece formata da un fusto nodoso con dei margini a volte spinosi.

I suoi rami sono di un verde brillante, e crescono molto rapidamente, raggiungendo in poco anche il metro di lunghezza con ramificazioni solo sulle estremità.

Queste estremità ospitano, durante il periodo di fioritura, dei fiori molto grandi e dalla forma irregolare, con petali bianchi o rossi, molto profumati ma che hanno una vita molto breve: appena un giorno, solitamente si aprono al mattino e si chiudono definitivamente la stessa notte.

La fioritura avviene tipicamente in estate, tra aprile e agosto.

Dopo la fioritura solitamente fa la sua comparsa il frutto, formato da una buccia esterna rigida, solitamente rossa, e da una polpa bianca e gelatinosa. I frutti della Epiphyllum ricordano quelli del fico d’india, ma al contrario di questi non sono commestibili.

Come coltivare la lingua di suocera

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La pianta, originaria delle regioni tropicali, come altre piante di questa famiglia preferisce gli ambienti umidi e non sopporta l’esposizione ai raggi solari diretti.

Per mantenere le foglie in salute, l’ideale è un’esposizione luminosa con una temperatura dell’ambiente tra i 10 e i 20 gradi.

La pianta è perfetta per i davanzali delle finestre protetti da tende chiare, oppure nei balconi, ma se esposta ai raggi diretti le foglie verranno irrimediabilmente ustionate, compromettendo il processo di fotosintesi.

Sotto i 10 gradi, la pianta inevitabilmente non sopravvive.

Per quanto riguarda il terreno, questa pianta come altre della famiglia dei cactus preferisce un terreno leggero e drenato, specialmente formato da terriccio e sabbia, assieme a perlite o con i lapilli vulcanici.

L’annaffiatura deve essere frequente perché la pianta preferisce un terreno sempre umido, specialmente nel periodo estivo, ma queste vanno poi diradate soprattutto tra i mesi di novembre e marzo, quando la pianta entra nella sua fase di riposo vegetativo.

Per la concimazione, questa va effettuata ogni 15 giorni, meglio ancora se utilizzato un fertilizzante specifico per cactus, perché bilanciato in termini di azoto, fosforo e potassio.

Le parti di questi elementi possono comunque essere suddivise in 6:6:6 oppure in 8:8:8 o ancora in 10:10:10 ma in questo caso la concimazione va fatta solo una volta al mese.

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