
L’impatto dell’abitazione principale sull’ISEE(www.casalive.it)
La proposta di escludere la prima casa dall’ISEE e ampliare le agevolazioni per le famiglie si fa strada nel dibattito politico.
L’iniziativa, sostenuta dal leader della Lega, Matteo Salvini, punta a modificare radicalmente il modo in cui viene calcolato l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, con l’obiettivo di favorire il ceto medio e ampliare la platea dei beneficiari di bonus sociali e contributi.
Attualmente, il calcolo dell’ISEE prevede un trattamento particolare per l’abitazione principale, che non viene considerata per intero nel patrimonio immobiliare familiare. Esiste infatti una franchigia standard di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il secondo. Solo la quota eccedente questa soglia viene considerata ai due terzi del valore netto dell’immobile, ossia al netto dell’eventuale mutuo residuo.
Ad esempio, se una prima casa ha un valore di 100.000 euro, i primi 52.500 euro sono esclusi dal computo. La parte residua di 47.500 euro viene ridotta ai due terzi, quindi circa 31.600 euro, che saranno inclusi nel calcolo dell’ISEE. Questo meccanismo, seppur attenuato, fa comunque aumentare l’indicatore per molte famiglie, penalizzandole nell’accesso a sussidi come bonus luce e gas, contributi per l’asilo nido o sostegni all’affitto. Viceversa, le seconde case e gli immobili aggiuntivi sono conteggiati integralmente senza alcuna franchigia.
Secondo l’ultimo rapporto ISTAT, oltre il 70% delle famiglie italiane vive in una abitazione di proprietà. Questo dato sottolinea come l’inclusione della prima casa nell’ISEE rappresenti una criticità significativa, soprattutto per il ceto medio che, pur contribuendo in misura rilevante al gettito fiscale, resta spesso escluso da molte misure di welfare.
Le novità della proposta Salvini: più bonus e meno penalizzazioni
La proposta politica di escludere completamente la prima casa dall’ISEE mira a un allargamento sostanziale del numero di famiglie che potranno accedere a forme di sostegno pubblico. L’eliminazione del valore della prima abitazione dal calcolo dell’indicatore potrebbe consentire un accesso più facile a bonus per le utenze domestiche, contributi per l’infanzia e misure di sostegno all’affitto.
Tuttavia, questa revisione avrà un impatto diretto sui conti pubblici, comportando un inevitabile aumento della spesa statale. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha più volte ribadito che qualsiasi modifica dovrà essere valutata in base alla disponibilità delle risorse finanziarie del Paese. La partita è quindi complessa e coinvolge una serie di scelte politiche ed economiche delicate, inserite nel più ampio contesto della riforma dell’Irpef, delle politiche per la natalità e della revisione della spesa pensionistica.

Il dibattito sulla riforma dell’ISEE si inserisce in una strategia più ampia del governo Meloni, che mira a rafforzare il ruolo del ceto medio, da sempre decisivo anche sul piano elettorale. L’esclusione della prima casa dall’ISEE rappresenterebbe un cambio di paradigma significativo, con un impatto non solo sociale ma anche politico.
Giancarlo Giorgetti, che ricopre la carica di Ministro dell’Economia e delle Finanze dal 22 ottobre 2022, è uno dei protagonisti di questa fase di riforme. Laureato in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi, con una lunga esperienza parlamentare iniziata nel 1996, Giorgetti è stato presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati e ha ricoperto incarichi chiave nei governi Conte e Draghi.
La sua attenzione ai temi economici e sociali si riflette nella volontà di bilanciare efficacemente la necessità di sostenere le famiglie italiane senza compromettere la stabilità dei conti pubblici. La revisione del trattamento fiscale e contributivo della prima casa si inserisce dunque in un quadro più ampio di riforme strutturali.